Il lago Maggiore, una delle mete più ambite per vacanze davvero indimenticabili,
è stato la culla dei Borromeo che qui profusero
tutta la loro raffinatezza: ancora oggi a testimonianza del
loro prestigio, rimangono i sontuosi palazzi sulle isole, i
prestigiosi giardini all'italiana Angera - Lago Maggiore e l'imponente
rocca di Angera.
Durante la tua vacanza sul Lago Maggiore avrai la sensazione
che tutto si sia fermato nel tempo: esempio ne è il monastero
di Santa Caterina aggrappato alla roccia; Stresa e le isole
Borromee, minuscole e ricche di storia; e i castelli di Cannero,
rifugio antico dei Mazzarditi, famosi pirati del Verbano.
Al turista, che per la prima volta arriva a Stresa per la sua vacanza sul Lago Maggiore,
si offre uno spettacolo mozzafiato. Sul principio, la superba vetrina
del lungolago (sul Lago Maggiore), delineato da filari di palme,
da giardini fiorenti e dalle facciate di maestosi alberghi.
Poi, volgendo lo sguardo al lago, come se emergessero per incanto
dalle acque stesse, le scenografiche Isole Borromee (Isola Bella,
Isola Madre e Isola dei Pescatori). Basta lo splendore di queste
visioni per far comprendere come Stresa sia potuto diventare
uno dei massimi ritrovi del turismo internazionale. Lungolago
di Stresa La cittadina, già a metà dell'Ottocento era la località
lacustre di soggiorno più elegante, la più frequentata dall'alta
borghesia internazionale. Altre ancora sono le ragioni di tanta
fama e prestigio. Qui arte e natura si sono fuse in modo rispettoso
una dell'altra, qui l'ospitalità è un vanto generazionale e
le iniziative culturali, che si succedono nel corso dell'anno,
ne sono il necessario corollario.
Scegli Grand Hotel Iles des Borromees per la tua vacanza sul Lago Maggiore:
il parco di questo hotel cinque 5 stelle nasce con il Grand Hotel nel 1863.
Dalle prime illustrazioni e litografie
dell’epoca si evince subito la volontà della committenza (fratelli
Omarini) e del progettista, (l’architetto Antonio Polli) di
creare di fronte all’incomparabile spettacolo delle isole Borromee
un parterre di aiuole formali all’italiana che dovevano essere
riprese al di là della strada del Sempione, nel giardino dell’imbarcadero
ricavato da un terrapieno a lago. Il Grand Hotel è in continuo
fermento: nel giro di pochi anni viene ripetutamente ingrandito
fino a raggiungere nei primi del ‘900 l’aspetto attuale.